Pettinengo: una cronaca
Di cf (del 22/10/2007 @ 23:52:30, in Dai campi di gara, linkato 1733 volte)

I timori di Ettore di non giungere in tempo alla partenza delle prime gare di Pettinengo fa sì che l’appuntamento al XXV Aprile sia fissato ben prima dell’alba, praticamente poco dopo mezzanotte.
Le previsioni di una mattinata molto fredda si rivelano del tutto errate: è molto peggio! Gelo puro.
Tant’è si parte.

Un po’ di autostrada sino a Carisio (nel frattempo il cielo comincia a rischiararsi) e poi a destra verso le valli delle prealpi. Tutto facile sino a Cossato, poi ognuno dice la sua: qui è meglio prendere a destra….. no! la nostra strada è quella che sale…….fortuna che l’autista sembra sapere il fatto suo e tira dritto.
La temperatura continua a scendere e le macchine posteggiate lungo la strada si nascondono sotto alti strati di ghiaccio.
Sul greto del torrente Cervo appaiono cinque bellissime cicogne. Le osserviamo pensando: poverette… che freddo ….. Loro ci osservano pensando: poveretti…… che imbecilli….
Si accoda a noi Roberto Cella con famiglia, l’ispiratore di questa gita, e subito qualcuno propone agguati e vendette sommarie.
All’arrivo a Pettinengo c’è un bivio presidiato da addetto in tuta arancione che non ci dà indicazioni. Così proseguiamo dritti finchè Roberto non ci telefona di tornare indietro. Girato il pullman su un piccolo francobollo, cioè l’unica piazza del paese, torniamo all’incrocio dove l’addetto è sempre fisso nella stessa posizione. Ci rendiamo conto che è ibernato.

Alle nove posteggiamo vicino alla partenza della gara maschile. Con Ettore andiamo a ritirare i pettorali a circa 500 metri di distanza: piccolo particolare, 500 metri in su, non in là! Non è chiaro perché ma il ritrovo/iscrizioni è stato posto circa 200 metri sopra l’arrivo, a sua volta 300 metri sopra la partenza.
Cominciamo il riscaldamento ed il primo sole fa capolino tra le nubi. Alla partenza, 10,30, il tempo si sta mettendo al bello e la temperatura diventa accettabile.
La gara prevede tre tratti in salita di circa 2 km ciascuno e due in discesa un  po’ più corti. Dichiarata di 9 km risulterà circa 8,3 km.
Con Enrico Bellosio ci impegnamo a dar lustro all’Ambrosiana dimostrando che la ns società è costituita da corridori che hanno il senso della gara e della misura e che sanno dare la giusta interpretazione agli impegni che affrontano. Così corriamo affiancati e chiudiamo in 44 minuti circa tra l’entusiasmo delle folle.
Purtroppo non tutti hanno tanto buon senso e molti hanno cercato di rovinare il ns lavoro con prestazioni assurde: Roberto in trenta minuti, Paolo Alessandro e Walter che chiudono insieme in trentatre, poi Guido in 34, Massimo e Giovanni sotto i 35……. Potete trovare tutti i tempi nel sito.

Poi è il turno delle ragazze: ne schieriamo solo tre ma…… assolutamente di lusso. Bravissime come al solito Paola ed Anna Maria che vincono le rispettive categorie (anche loro non sanno correre…), ma ancora più brava Antonella che dimostra di aver subito imparato da me ed Enrico come si fa a correre!

Finalmente, nella giornata diventata ormai tiepida,………  si mangia!!!!!! (vedi foto)
In un bosco appena sopra Pettinengo, sopra un laghetto davvero riposante,    … antipasti….. lasagne……polenta concia…..gnocchi….. brasato… arrosto….. dolci….. e tanto tanto vino.
Così riposa il corridore.

Poi il ritorno: le cicogne non ci sono più (probabilmente sono già in Sarrdegna), gli incroci invece ci sono ancora tutti e , con coerenza , li sbagliamo uno dopo l’altro! Praticamente prima di arrivare in autostrada abbiamo visitato Arona, Castelletto….. mezzo Nord Italia.
Per fortuna tutte le strade portano a Roma….. ma prima passano da Milano.

In conclusione: peggio per chi non c’era !
Claudio